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Castello dei Pico

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Mirandola

Castello dei Pico - Chiuso per terremoto del 20 maggio 2012

Simbolo del potere militare della famiglia Pico acquistò fama in tutta Europa di roccaforte leggendaria ed inespugnabile. Nel Castello ha trovato sede la Fondazione Cassa di Risparmio di Mirandola e il nuovo Museo Civico

La condizione del Castello dei Pico a seguito del terremoto del 2012

Il complesso castellano ospitava il Museo Civico, la Mostra Permanente del Biomedicale, l'Auditorium e alcune sale espositive; al piano terra si trovava l'Ufficio di Promozione turistica che era il punto informativo per i turisti.

Fortemente compromesso a causa del sisma del maggio 2012, sono state terminate ad oggi le opere di messa in sicurezza; prossimamente saranno affidati i lavori per il recupero della struttura.

Il Castello dei Pico

Il Castello di Mirandola che oggi domina il lato Sud-est di Piazza Costituente costituiva un complesso molto imponente, composto da diversi edifici costruiti in epoche differenti.

Il poderoso e massiccio torrione fu fatto erigere da Giovan Francesco II Pico nel 1499-1500 su un edificio costruito prima del 1100. Nel seicento la raccoforte accrebbe il suo splendore grazie al mecenatismo dei Pico che fecero costruire nella zona nord-orientale del Castello due "quartieri" che costituirono un vero e proprio nuovo palazzo ducale e una "Galleria Nuova" per accogliere dipinti di Leonardo da Vinci, Raffaello, Caravaggio, Tiziano e molti altri.

Verso la fine del XVIII secolo il castello raggiunse il momento della sua massima estensione e del suo pieno fulgore: occupava un vasto quadrilatero all'estremità nord-ovest della pianta di Mirandola. Si trattava di un grande quadrilatero, chiuso intorno da un fossato e con le caratteristiche proprie di una città nella città.
Nella zona nord orientale di tale quadrilatero sorgevano le residenze ducali, fra la piazza e l'attuale viale Circonvallazione.
Nell'area retrostante sorgevano i giardini e s'innalzava il grande torrione di Giovan Francesco II.
Nella zona meridionale il quadrilatero era chiuso da tre torri, una delle quali, affacciata sull'attuale piazza Costituente, venne abbattuta nel 1883.

La fortezza era tra le più importanti e temute di Italia tra il 1400 e il 1700, ospitò, tra gli altri, papa Giulio II, Ludovico I, re d'Ungheria, l'imperatore Leopoldo, Aldo Manunzio il Vecchio (precettore di casa Pico, poi divenuto celebre stampatore), Borso ed Ercole d'Este, Rodolfo Gonzaga e Francesco Stefano di Lorena, granduca di Toscana.

Nei secoli successivi il Castello di Mirandola subì distruzioni e modifiche che ne alterarono pesantemente i caratteri. Il Castello fu distrutto in gran parte nel 1714 per lo scoppio di una torre piena di polvere da sparo che fu incendiata da un fulmine durante un temporale.
Gran parte delle fabbriche restanti furono demolite alla fine del Settecento per ordine dei Duchi di Modena, alle dipendenze dei quali era passata Mirandola nel 1709. Al loro posto è la ricostruzione neogotica novecentesca di un torrione, dietro al quale restano alcune parti della Reggia con portico seicentesco e la sontuosa facciata della Galleria Nuova.

Grazie ai lavori di restauro terminati nel 2006, si possono ammirare e visitare diverse parti dell'antico complesso.
Nel Castello ha trovato la sua nuova e prestiosa sede la Fondazione Cassa di Risparmio di Mirandola ma anche spazi adeguati conferenze e per offrire ai visitatori le sue preziose collezioni di monete, dipinti, disegni, casseforti antiche e armi.
Nella Sala dei Carabini e nella Galleria Nuova ha sede il nuovo Museo Civico di Mirandola.

ProprietÓ dell'articolo
autore: Editoria e web
data di creazione: martedý 19 luglio 2011
data di modifica: mercoledý 12 novembre 2014